Stupori pre-estivi – Turisti teppisti e luna park dell’arte

Cronologicamente ancora non è estate, ma il clima ormai la suggerisce da tempo. In questi primi giorni di sole le notizie negative sul nostro patrimonio artistico si moltiplicano come le zanzare. Una tra tante: “Turista georgiano stacca un pezzo di mosaico a Pompei”. La freschissima notizia ha subito suscitato l’indignazione di tutti, e il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha un che di straordinario. Come riporta l’articolo su rai news il turista «voleva portarsi a casa “un ricordo di Pompei”. E così un uomo di 34 anni, residente in Georgia ha provato a rubare tre tessere di un mosaico nella domus di Trittolemo, a Pompei». Un custode ha notato l’atteggiamento sospetto dell’uomo e ha subito allertato i carabinieri. Infine «la refurtiva è stata interamente recuperata e riconsegnata al direttore del sito archeologico». La domus di Trittolemo è stata restaurata e riaperta al pubblico nell’aprile di quest’anno. Il fatto riporta alla mente una metafora di ricostruzione e distruzione continua cui sono destinate le rovine di Pompei. Lo scalpore però sembra far capire che si vuole vedere sempre la pagliuzza e mai la trave nel proprio occhio. Sottolineo che questo fatto è pur sempre grave e va condannato. Ma i custodi degli scavi archeologici di Pompei dove erano quando sono stati rubati interi affreschi??? E dov’è la logica nella proposta di un consigliere comunale di Capaccio-Paestum di far celebrare i matrimoni civili all’interno dei templi?! Qualche giorno fa infatti si è diffusa la notizia che il consigliere comunale di Capaccio-Paestum Luciano Farro ha avanzato la proposta di consentire i matrimoni civili all’interno dell’area archeologica di Paestum, addirittura di celebrarli nei templi! «Questa proposta consentirebbe agli sposi di convolare a nozze in una location suggestiva, di grande importanza e famosa in tutto il mondo. Il nostro territorio ne ricaverebbe molteplici vantaggi poiché sposarsi in una location così comporterebbe una spesa considerevole e le risorse si potrebbero investire in attività sia del comune che della Soprintendenza», spiega il consigliere Farro (l’articolo). Non contento, nel suo disegno ha proposto la facoltà di scelta per gli sposi dell’area specifica: Tempio di Hera, di Nettuno o di Cerere. Come in un luna-park! Per fortuna, il sindaco Italo Voza si è opposto a questa scellerata richiesta (l’articolo). Nonostante ciò il fantasma del parco di divertimenti dell’arte è sempre dietro l’angolo.

Questi e ben altri sono gli scempi del nostro patrimonio e vanno condannati TUTTI e non farsi influenzare dal polverone del momento. Il turista georgiano ha compiuto un atto deplorevole e di teppismo puro ma non è con la condanna di uno che si salva la bella faccia della tutela del patrimonio in Italia.

In realtà una bella e buona notizia è stato il ritorno in Italia della pala lignea attribuita ad Andrea di Bartolo che rappresenta la “Dormitio Virginis” trafugata durante la seconda guerra mondiale dai nazisti. Il ritrovamento è stato ad opera dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Monza, ora andrà a far parte del Museo Diocesano di Assisi dove sono custodite le altre opere della collezione Perkins di cui faceva parte (l’articolo). Un’altra buona novella è l’impegno del Ministro per i Beni Culturali Franceschini e il Ministro dell’Istruzione Giannini di incrementare lo studio della storia dell’arte nelle scuole colpite dai tagli del decreto Gelmini (l’articolo).

Area Archeologica Pompei - Lavori in corso

Tutto ciò dimostra che la cultura non va mai in vacanza!

  Annapaola Di Maio

 

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2 thoughts on “Stupori pre-estivi – Turisti teppisti e luna park dell’arte

  1. Se posso citare un intervento di una autorità su una questione di altro genere (la Mose veneziana) potrei dire che è una situazione che rende triste ma non stupefatti.
    Ad ogni modo mi pare proprio che le autorità di Capaccio siano particolarmente ipocrite, ben sapendo quali proprietà siano all’interno di un’area archeologica. Proprietà che sfregiano la tutela di quel territorio sottoposto a vincolo archeologico.

    • Penso che “stupore” sia una parola esatta poichè notizie del genere scatenano sempre questa reazione come se le persone si ricordassero di avere un patrimonio artistico solo quando viene danneggiato.
      So la situazione penosa di Paestum, la via che taglia l’area archeologica e il ristorante che è sull’area sono cose su cui purtroppo è caduto il silenzio e di cui i “governanti” non si occupano, preferendo le frivole questioni matrimoniali..

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